La via dell'energia

La via dell'energia

Non accade tutti i giorni di avere l'opportunità di ricercare, riflettere e vivere luoghi che per secoli hanno scandito i ritmi della vita sociale ed economica di Cividal di Belluno. Lo scorrere dell’acqua - una delle prime fonti di energia utilizzate dall’uomo - ci accompagna in questo percorso attraverso luoghi, manufatti e testimonianze di una vita passata i cui segni sono ancora oggi parzialmente leggibili all’interno del tessuto urbano. Se si considera la posizione del centro bellunese in relazione all’orografia del sito e ai corsi d’acqua più prossimi, Piave ed Ardo, è curioso pensare come proprio l’asta fluviale di questo torrente, minore se paragonata al fiume Piave, sia di fatto un luogo di fondamentale importanza per il Capoluogo e per il suo territorio, dall’importantissimo sito dell’età del rame in località Col del Buson fino agli insediamenti protoindustriali di Fisterre e del Fol.

La via dell’energia vuole raccontare questo fermento di attività legate alle relazioni acqua-uomo, di quanto sia stato importante per lo sviluppo urbano ed economico di Belluno e dell’attuale stato di conservazione dei luoghi, proponendo delle ipotesi di micro-intervento atte a valorizzare questo patrimonio di inestimabile valore.

ll lavoro svolto dai ragazzi è stato supportato dalla vasta letteratura specifica, dai recenti studi e ricerche compiuti da enti territoriali, nonché della cartografia storica catastale gentilmente concessa dall’Archivio di Stato di Belluno. A tutto questo si sono aggiunti i sopralluoghi in situ, che hanno veicolato la scoperta in prima persona di luoghi affascinanti, spesso dimenticati o semplicemente poco considerati.

Il confronto diretto con la documentazione d’archivio e la possibilità di creare, attraverso di essa, una narrazione digitale, ha stimolato la creatività dei ragazzi, che hanno reso visibili i processi storici sia a livello temporale - con le linee del tempo interattive - che a livello spaziale - tracciando le tappe del percorso su Google e sulle mappe storiche. Il risultato é un prodotto digitale che fornisce all’utente curioso non solo un quadro dello sviluppo dei principali opifici lungo la roggia, ma anche il desiderio di visitare il percorso, alla ricerca delle tracce ancora visibili nel paesaggio; di chiudere gli occhi e lasciare che l’Ardo, l”Impetuoso”, ci racconti la sua storia.

Non accade tutti i giorni di avere l'opportunità di ricercare, riflettere e vivere luoghi che per secoli hanno scandito i ritmi della vita sociale ed economica di Cividal di Belluno. Lo scorrere dell’acqua - una delle prime fonti di energia utilizzate dall’uomo - ci accompagna in questo percorso attraverso luoghi, manufatti e testimonianze di una vita passata i cui segni sono ancora oggi parzialmente leggibili all’interno del tessuto urbano. Se si considera la posizione del centro bellunese in relazione all’orografia del sito e ai corsi d’acqua più prossimi, Piave ed Ardo, è curioso pensare come proprio l’asta fluviale di questo torrente, minore se paragonata al fiume Piave, sia di fatto un luogo di fondamentale importanza per il Capoluogo e per il suo territorio, dall’importantissimo sito dell’età del rame in località Col del Buson fino agli insediamenti protoindustriali di Fisterre e del Fol.

La via dell’energia vuole raccontare questo fermento di attività legate alle relazioni acqua-uomo, di quanto sia stato importante per lo sviluppo urbano ed economico di Belluno e dell’attuale stato di conservazione dei luoghi, proponendo delle ipotesi di micro-intervento atte a valorizzare questo patrimonio di inestimabile valore.

ll lavoro svolto dai ragazzi è stato supportato dalla vasta letteratura specifica, dai recenti studi e ricerche compiuti da enti territoriali, nonché della cartografia storica catastale gentilmente concessa dall’Archivio di Stato di Belluno. A tutto questo si sono aggiunti i sopralluoghi in situ, che hanno veicolato la scoperta in prima persona di luoghi affascinanti, spesso dimenticati o semplicemente poco considerati.

Il confronto diretto con la documentazione d’archivio e la possibilità di creare, attraverso di essa, una narrazione digitale, ha stimolato la creatività dei ragazzi, che hanno reso visibili i processi storici sia a livello temporale - con le linee del tempo interattive - che a livello spaziale - tracciando le tappe del percorso su Google e sulle mappe storiche. Il risultato é un prodotto digitale che fornisce all’utente curioso non solo un quadro dello sviluppo dei principali opifici lungo la roggia, ma anche il desiderio di visitare il percorso, alla ricerca delle tracce ancora visibili nel paesaggio; di chiudere gli occhi e lasciare che l’Ardo, l”Impetuoso”, ci racconti la sua storia.