Aiva, iega, aga

Aiva, iega, aga

L’acqua è fonte di vita e nutrimento per uomini e animali, pertanto è elemento sempre centrale nel paesaggio rurale storico. Lo abbiamo osservato durante l'escursione a Caleipo e Sossai (Belluno), incontrando numerose fontane, abbeveratoi e lavatoi presenti, i complessi sistemi terrazzati per coltivare, captare e drenare l’acqua, la roggia per muovere le pale del mulino da farina, i torrenti come risorsa per la pesca, e la Chiesa di San Mamante, meta di pellegrinaggio per la sua acqua miracolosa.
Aiva, iega, aga nasce da una riflessione su quanto oggi si sia reciso quel legame diretto, quotidiano con l'acqua, fatto di fatiche, spostamenti e di estrema razionalizzazione. L'acqua è per noi scontata, dovuta, automatica. Ma tutto ciò porta alle forme di abuso e di sperpero di una risorsa preziosa. Sappiamo quanta acqua utilizziamo ogni giorno? Conosciamo l'impronta idrica degli alimenti che consumiamo? A ben vedere le quantità utilizzate sono impressionanti!

Nei saperi popolari troviamo ancora ricordi e tracce di un rapporto uomo-acqua personale, dinamico, vivo, diversificato. L'acqua è soggetto attivo, agente creatore e distruttore, fonte di morte e di vita, ha caratteri e personalità umane, ha mille forme, sapori e proprietà.
I ragazzi hanno scelto di ispirarsi alla poesia futurista per raccontarci che  l'acqua, anzi le acque, sono tutt'altro che incolori, inodori, senz'anima….E lo hanno fatto utilizzando i linguaggi a loro più vicini: una galleria Instagram che raccoglie scatti multicolor, video rallentati dell’acqua che scorre, audioregistrazioni di detti popolari, e un racconto per immagini che intriga e incuriosisce, pagina dopo pagina.